Ognuno di noi cresce in un particolare ambito familiare e in un particolare ambito sociale, anno dopo anno assimiliamo alcuni concetti che diventano nostre convinzioni, così diamo per verità assolute cose di cui non abbiamo esperienza diretta.
Ci creiamo un nostro sistema di valutazione della realtà che ci circonda senza aver fatto delle indagini e delle scelte.
Ad esempio pensiamo che sia importante avere un carattere forte, essere sempre ben decisi nell’affermare le proprie convinzioni senza lasciarsi influenzare molto dagli altri.
Questo ci hanno insegnato: le persone che si lasciano influenzare sono deboli, sono come “canne al vento”, mentre le persone forti hanno le idee ben chiare e sono ferme sulle loro posizioni, sono come “rocce”.
C’è la consuetudine di considerare forte ciò che è più resistente e debole ciò che oppone meno resistenza.
C’è anche l’idea che una persone con un carattere forte sia una persona forte.
In realtà il carattere si forma come sistema di difesa dell’essere umano, un sistema di protezione che mettiamo in azione quando ci sentiamo in pericolo.
Le persone con un carattere molto forte sono persone che hanno una grande paura di essere feriti dall’esterno e per questo creano una corazza protettiva che noi chiamiamo carattere: per evitare che il mondo esterno venga a contatto la nostra parte più vera di noi, quella più interiore, quella più autentica.
Usiamo questa corazza per difenderci da possibili attacchi esterni che potrebbero procurarci dolore.
Più è grande la mia paura, più mi sento debole e fragile e più spessa è la corazza che vado a costruirmi, più è consistente il mio sistema di difesa.
Questo non è un indice di forza ma di debolezza.
Noi ci dotiamo di armi e di sistemi di difesa quando ci sentiamo deboli.
Il carattere forte nasconde un’anima debole, una situazione interiore debole.
Chi ha un carattere forte tende ad identificarsi con il proprio carattere trascurando la sua vera essenza, la sua vera natura di essere umano.
Questo sistema di difesa non ha solo la funzione di proteggerci dal mondo esterno ma impedisce anche alla nostra parte più intima di esprimersi.
Ecco che ci possiamo trovare ad avere difficoltà nelle relazioni: il carattere impedisce il libero flusso di emozioni e di energia sia in entrata che in uscita.
Molte persone che hanno un carattere “forte” perchè ne sentono il bisogno quotidianamente nell’attività lavorativa, hanno difficoltà nelle relazioni della vita privata dove più della rigidità è utile l’ascolto, l’accettazione, la comprensione, la flessibilità.
Ci sono persone che per dimostrare la loro sicurezza usano vocaboli di valore assoluto: mai, sempre, tutti, nessuno, assolutamente sì, assolutamente no.
In questo modo non dimostrano la loro forza ma loro debolezza: la paura di aprirsi a qualcosa di diverso, di sperimentare qualcosa di diverso.
Queste persone tendono a mettere limiti, paletti, confini insuperabili.
Le persone flessibili, cioè quelle che hanno meno paura del mondo esterno, tendono ad ascoltare, a cercare di capire, a sperimentare, a crescere.
I loro confini non sono rigidi, non hanno bisogno di paletti ben definiti, ma si aprono alla sperimentazione e all’accettazione di cambiamenti dentro di sé e nelle persone che li circondano.
Queste persone hanno maggiore capacità di adattamento all’ambiente e quindi di migliorare la qualità della loro vita.
Consiglio di non affidarsi ciecamente a chi si mostra sempre sicuro di sé, a chi dice di avere sempre la soluzione giusta, perché queste persone hanno difficoltà a crescere, ad evolversi, restano ancorate ai loro schemi anche nelle situazioni in cui quegli schemi non sono i più utili.
In natura dove ci sono grandi intemperie, dove il clima è più difficile non crescono le querce ma le canne.
I grattacieli non hanno una struttura rigida ma flessibile.
Perché gli uomini intimamente forti dovrebbero essere rigidi?
La flessibilità è un evidente sintomo di forza interiore e non la rigidità.

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